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Certificati SSL DV StartSSL, Gratuiti Ma…

StartSSL rappresenta, per molti di coloro i quali si avvicinano per la prima volta al mondo della certificazione SSL e non possono disporre di elevati mezzi finanziari per investire in questo campo, un’alternativa interessante, grazie soprattutto alla possibilità di ottenere, (apparentemente) in maniera gratuita, certificati SSL Domain Validated da installare sul proprio server.

Il principale beneficio di questa CA (colpita da un attacco hacker nel 2011), riconosciuta dalla maggior parte dei browser come attendibile, è giustificato quindi dal costo, che ad una prima occhiata può apparire azzerato, supportando il pensiero di coloro i quali consigliano di non acquistare alcun prodotto brandizzato in quanto perfettamente sostituibile da un certificato di StartSSL. Attenzione! non è tutto oro quel che luccica. Scopriamo insieme il perché di questa nostra affermazione.

Certificati SSL DV StartSSL

In caso di ordine di un certificato SSL “Classe 1” (Domain Validated) da StartSSL il modulo di sottoscrizione richiederà l’inserimento di dati anagrafici relativi ad una persona fisica, soggetto che la Certification Authority riterrà da quel momento in poi responsabile per l’emissione e la relativa veridicità delle informazioni riportate. Questo significa che anche nel caso un certificato SSL emesso da un sottoscrittore fosse in seguito da lui destinato ad una Società nessuna autenticità verrebbe garantita a quest’ultima, persistendo quindi un rapporto unico e diretto tra CA e “richiedente autorizzato”.

I certificati SSL appartenenti a questa categoria possono essere adoperati solo per fini non-commerciali, sono validi solo per 12 mesi, possono avere un solo nome dominio per certificato (nessuna possibilità, quindi, di Wildcard o di multi-dominio) e un solo certificato per nome dominio. La validazione del dominio garantita dai certificati SSL DV StartSSL dura 30 giorni, al termine dei quali il processo di verifica deve essere necessariamente ripetuto nelle medesime modalità iniziali. Qualora il richiedente non rispettasse questa scadenza di revisione StartSSL provvederebbe all’annullamento del certificato in oggetto o, addirittura (nei casi più gravi), alla cancellazione di tutti i certificati SSL emessi da quell’utenza.

Certificati SSL OV E EV StartSSL

Per quanto riguarda queste 2 categorie di certificati SSL emessi da StartSSL il processo di verifica pre-emissione ha un costo dovuto una tantum; il titolare dell’account, una volta superato con successo, potrà richiedere l’emissione di svariati certificati SSL, tutti emessi a nome della medesima Società. StartSSL, nella policy presente sul suo sito web, afferma che qualsiasi comportamento irrispettoso delle regole decise porterebbe alla revoca dei certificati SSL .

Revoca dei certificati SSL StartSSL, Quando Avviene E Cosa Comporta

Ecco le motivazioni che provocano la revoca dei certificati SSL emessi da StartSSL:

  • presenza di una Chiave Privata potenzialmente corrotta;
  • inserimento, nel modulo di sottoscrizione, di informazioni errate e/o ingannevoli;
  • mancato rispetto della policy presente sul sito di StartSSL;
  • mancanza del server dal quale è partita la richiesta per il certificato SSL;
  • richiesta di revoca espressa dal sottoscrittore.

StartSSL prevede, per ogni certificato SSL revocato, il pagamento di una penale di 24,90 USD$. E’ bene segnalare che la revoca anche di uno solo tra i certificati SSL richiesti da un sottoscrittore potrebbe portare, in casi di particolare gravità, alla cancellazione dell’intero registro di certificati presenti all’interno del suo bouquet.

In definitiva, StartSSL resta una delle CA sicuramente più interessanti nel mercato della sicurezza dei siti web, ma all’interno delle pieghe della propria policy nasconde condizioni che possono variare non di poco la scelta sull’affidarsi o meno all’organizzazione in questione in merito alla fornitura di certificati SSL per la sicurezza della propria presenza online.

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Consigli Utili Per Un Mobile Banking Sicuro

E’ in costante aumento il numero di utenti che operano sul proprio conto corrente attraverso le app per i loro smartphones (fonte: “Interactive Advertising Bureau“).

Quasi il 60% di coloro che hanno risposto all’inchiesta hanno affermato di interagire abitualmente con il proprio patrimonio in maniera virtuale e on the move, mentre il 25% è a conoscenza della presenza di una app ma non l’ha ancora scaricata e/o utilizzata. Minore è la percentuale di coloro i quali utilizzano il sito della propria banca in formato mobile, senza sfruttare la app ufficiale.

consigli-utili-per-un-mobile-banking-sicuro

Ribadendo l’importanza di interagire con la propria banca attraverso la app ufficiale disponibile sugli stores virtuali, è importante non comunicare a nessuno e/o trascrivere la password di accesso ai propri dati, accertandosi inoltre che la sessione si svolga protetta dalla criptazione SSL (Secure Socket Layer).

Ecco alcuni consigli utili per coloro i quali intendano iniziare o continuare ad operare con la propria banca attraverso queste applicazioni:

  • non connettersi al servizio da hotspots e/o wi-fi pubblici e/o privi di sufficiente sicurezza;
  • diffidare delle comunicazioni che la propria Banca invia attraverso SMS o e-mail. E’ estremamente consigliabile, inoltre, evitare di chiamare i numeri telefonici indicati in questi messaggi;
  • attivare gli alerts relativi ai pagamenti effettuati tramite il proprio bancomat, la propria carta di credito e/o il conto corrente bancario. Il servizio in questione, in passato proposto solo da alcune banche, è ora comune a diversi Istituti e società emittenti carte di pagamento;
  • allontanarsi dal sito della banca e/o interrompere l’uso della app laddove si tema la stessa stia funzionando in maniera equivoca;
  • controllare regolarmente il proprio estratto conto bancario;
  • installare sul proprio dispositivo mobile un software che si prenda cura della sicurezza del dispositivo mobile in questione.

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Sicurezza Mobile, Scegliere Un Buon Antivirus Per Android

Le previsioni degli esperti parlano chiaro: il 2013 sarà l’anno che vedrà i supporti mobile tra quelli preferiti per l’accesso alle risorse web. Le prime settimane di questo nuovo anno hanno preannunciato, allo stesso modo, qualcosa che ha sorpreso molti: Apple starebbe perdendo crescenti quote di mercato per quanto concerne gli smartphones, a discapito del sistema operativo Android.

La probabile maggiore diffusione di dispositivi Android causerà, come insegna l’esperienza sul campo, un aumento delle minacce a danno di apparecchi sui quali è installato il S.O. in questione. Anche in vista dell’imminente uscita del Samsung Galaxy s4, che promette di diventare uno dei best sellers della prossima primavera, l’attenzione degli appassionati e/o dei potenziali clienti è rivolta a capire se anche Android, secondo le accuse che più spesso sono state mosse nei confronti del concorrente Apple, negherà a prescindere il pericolo di infezioni da virus o diversamente sceglierà di tutelare i propri clienti rendendo disponibili più soluzioni per la loro sicurezza.

In Rete è possibile imbattersi in blog e forum che dedicano approfondimenti e suggerimenti, più o meno attendibili, relativi ai software migliori per rendere il proprio smartphone più sicuro. Il team di Sicurezza-Digitale.com desidera condividere con i propri lettori una manciata di soluzioni ritenute, in seguito a test, più affidabili e accessibili.

Ecco alcuni dei migliori antivirus Android sul mercato secondo l’indagine condotta dall’istituto indipendente AVTest:

  1. McAfee Mobile Security: antivirus particolarmente consigliato a chi adopera il proprio cellulare per scaricare applicazioni “non ufficiali” (al di fuori dagli stores approvati dalle case produttrici), acquistare online o semplicemente consultare informazioni su internet, è disponibile in prova gratuita e con licenza annuale a poco meno di 30$ l’anno. Tra le funzioni proposte da McAfee Mobile Security la possibilità di fare un backup di sicurezza dei dati custoditi sullo smartphone, un livello di protezione assolutamente elevato nei confronti dei malware e l’opportunità di localizzare il proprio dispositivo controllandone altresì le app in esso installate.
  2. Dr. Web Anti-Virus Light: il prodotto in questione può essere scaricato gratuitamente dal portale Google Play. Tra le principali particolarità di questo antivirus è importante citare l’algoritmo “Origins Tracing“, che permette di individuare le nuove minacce partendo da quelle già debellate. Da non sottovalutare, inoltre, il limitato consumo della batteria dello smartphone e il consumo ridotto del traffico dati disponibile, necessario per scaricare gli aggiornamenti della libreria contenente le minacce riconosciute.
  3. Norton Mobile Security Lite: applicazione antivirus utile per proteggere dispositivi mobili Android (dalla versione 2.2 in su), iPhone e iPad (dalla 4.3 in poi). Norton Mobile Security Lite permette di effettuare un backup dei dati custoditi nello smartphone, ottenere informazioni relativamente alla sua posizione ed evitare di visitare siti web fraudolenti affetti da phishing, eliminare le minacce che possono venire a materializzarsi tramite chiamate e SMS indesiderati e dare informazioni sullo stato di sicurezza dei supporti mobili (ad esempio le schede SD) inseriti nello smartphone.

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Test Anti-Malware “Non Positivo” Per Android 4.2 Jelly Bean

Xuxian Jiang, ricercatore dell’università statunitense della North Carolina, ha negli ultimi giorni sottoposto l’ultima versione del sistema operativo Android ad una prova di perforabilità anti-malware, attraverso la quale desiderava verificare la capacità dello stesso di individuare e rimuovere con successo i malware.

Il test in questione ha chiamato Android 4.2 Jelly Bean a fronteggiare oltre 1200 malware con l’aiuto di un tablet Nexus 10, sul mercato da fine Ottobre 2012. Solo 193 malware (poco più di 15% del totale) sono stati rilevati correttamente, molto meno di quanto fatto da altri applicativi di sicurezza (offerti da Symantec, Kaspersky, AVG, ecc. e presenti sul Play Store a pagamento o gratis) che hanno pienamente superato il 50% del totale.

Test-Anti-Malware-Non-Positivo-Per-Android-Jelly Bean

Il risultato della verifica rappresenta più di un semplice campanello d’allarme per il nuovo Android, rilasciato di recente con un aggiornamento per i supporti Nexus.

Le falle relative al sistema di verifica della versione 4.2 della piattaforma, attivata per riconoscere e bloccare le applicazioni in grado di danneggiare il dispositivo informando della cosa l’utente che può scegliere se considerare o ignorare l’avvertimento proseguendo con l’attività già iniziata, sono troppo frequenti per essere considerati come casi isolati.

La recente acquisizione di VirusTotal da parte di Google, avvenuta poco più di 3 mesi fa, sembra avere come fine ultimo quello di risolvere una volta per tutte questo genere di situazioni, cancellando le minacce di vulnerabilità che non paiono voler abbandonare il tanto bistrattato sistema Android.

Il buon senso consiglia, naturalmente, di non avventurarsi in download di applicazioni per Android da siti web “dubbi” in quanto questi ultimi rappresentano il più facile ricettacolo di infezioni per i sistemi informatici, non solo made in Google.

Molto spesso la voglia di “risparmiare” a tutti i costi, o meglio di contravvenire alle regole, porta ad effettuare download “rischiosi” di applicazioni dal costo davvero irrisorio, mettendo in questo modo a rischio un intero sistema informatico.

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Codici Quick Response Veicolano Malware

La diffusione capillare di telefoni di ultima generazione, sempre più simili ai notebook rispetto che ai cellulari di “prima generazione”, ha rivoluzionato anche il meccanismo di trasmissione e ricezione delle informazioni.

Un semplice esempio relativo a questo trend è dato dai QR (Quick Response), moderni codici a barre a 2 dimensioni che una volta scansionati con appositi programmi permettono l’accesso a contenuti specifici (es. video, pagine web con offerte dedicate, buoni sconto, immagini).

Codici-Quick-Response-Veicolano-Malware

Complice la diffusione di applicazioni gratuitamente scaricabili ed installabili sul proprio dispositivo (una su tutte “Scan”, ritratta nel collage qui sotto) un crescente numero di società e agenzie di comunicazione ha concentrato la propria attività su questo tipo di strumento.

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“Scan” è l’applicazione per smartphone più scaricata e installata, utile per la lettura dei QR codes

Symantec, per voce di alcuni suoi esperti in malware, ha avvertito la Rete in merito al crescente rischio di imbattersi in codici Quick Response contraffatti, che indirizzerebbero ignari utenti verso pagine web ingannevoli o che comporrebbero numeri telefonici ad alto costo.

I QR contraffatti sarebbero proposti su adesivi, applicati per strada (su muri, lampioni, manifesti pubblicitari, ecc.) e su alcuni siti web non raccomandabili, camuffati come pubblicità, ma che di legale non hanno purtroppo nulla.

Il consiglio di Symantec, che sottoscriviamo pienamente, è quello di non inquadrare, e conseguentemente decodificare, alcun codice proposto su supporti mobili come adesivi; nel caso in cui si effettuasse comunque la scansione è bene accertarsi che il sito in questione sia “pulito”.

Una misura cautelativa accessoria prevede l’attivazione, sulla propria applicazione leggi-codici di riferimento, dell’impostazione “Chiedi prima di aprire”, disponibile su “Scan” accedendo alle Impostazioni (si veda l’immagine a seguire per maggiori informazioni).

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Concludendo, la minaccia in questione va sicuramente considerata con estrema attenzione in quanto un attacco di questo tipo metterebbe a repentaglio la sicurezza delle informazioni custodite all’interno dello smartphone; tuttavia i consigli, comunque validi, di Symantec & Co. confermano quanto siamo soliti ripetere ad ogni notizia di questo tipo: la prudenza e l’attenzione sono due atteggiamenti sicuramente in grado di allontanare le minacce informatiche, compresa quella che vede interessati i codici QR.

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QuickSSL Premium Di GeoTrust In Offerta Fino A Fine Mese

In un recente post su Sicurezza Digitale avevamo parlato della sicurezza dei certificati SSL di GeoTrust e della vasta gamma di prodotti per la protezione dei siti web disponibile online.

Nella serata di ieri il rivenditore britannico di certificazioni SSL Trustico Online Limited ha twittato sul proprio profilo aziendale una particolare promozione per l’acquisto di un certificato SSL QuickSSL Premium per un anno a 75,00€ IVA inclusa.

L’offerta è disponibile fino al prossimo 30 Novembre e per i primi 10 acquirenti che si completeranno l’ordine sul sito italiano della società.

Utilizzando il buono d’acquisto offerto da Trustico sarà possibile acquistare il prodotto risparmiando oltre 10€ rispetto al prezzo presente sul sito internet (€86,50).

Ecco le principali caratteristiche del certificato SSL in offerta:

Clicca qui per acquistare il prodotto.

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La Sicurezza Informatica Per Linux

Comparare il livello di sicurezza tra sistemi “a software proprietario” (come MS Windows) e altri “a software libero” (Linux su tutti, lanciato nel 1994) è uno dei passatempo preferiti dagli addetti del settore, che senza soluzione di continuità propongono confronti, più o meno approfonditi, sulla validità delle 2 alternative disponibili sul mercato.

Il confronto relativo al livello di sicurezza informatica dei 2 sistemi è, come prevedibile, in continuo divenire, in balìa del numero di malware che ne minacciano la stabilità. Va da sé che le attenzioni della cyber-criminalità si concentrino in primis sul sistema operativo più diffuso, sul quale un attacco potrebbe causare il più alto livello di danni. Sempre dal punto di vista dei criminali virtuali i sistemi “preferiti” sono quelli più vecchi e “accentrati”, meno abili a contrastare in maniera rapida ed efficace i contagi.

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La rivoluzione portata sul mercato dai sistemi operativi Linux, affidatasi nel corso del tempo, riscuote migliori valutazioni in termini di sicurezza non solo dai portavoce online, ma anche dagli stessi singoli utenti più o meno esperti nel settore. Le soluzioni Linux, in grado di separare gli account degli utenti da quello degli amministratori, risultano quelle meno esposte a questo tipo di pericoli.

Le statistiche disponibili in Rete danno una chiara indicazione di quanto sia minore, per quanto riguarda Linux, il pericolo connesso agli attacchi mediante malware. Se anni fa Linux era una scelta fatta quasi esclusivamente da sviluppatori e utenti particolarmente esperti, oggi questo genere di soluzioni risulta essere particolarmente indicato anche a livello business, grazie alla possibilità di isolare il contagio rimuovendone gli effetti direttamente sul codice sorgente.

Linux, basato sul concetto di stretta collaborazione tra gli sviluppatori, garantisce una più rapida scoperta delle falle e una loro veloce rimozione. Tra le principali proprietà innovative di Linux dal punto di vista della sicurezza è bene citare il comando SUDO (Super User DO), mediante il quale una limitata schiera di utenti, specificati in un file .txt modificabile, potrebbe gestire il sistema in situazioni critiche dovendo confermare i comandi attraverso una password di conferma.

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