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La Privacy Di Facebook Sta Per Cambiare Ma Pochi Lo Sanno…

Le modalità con le quali la privacy su Facebook viene trattata potrebbe cambiare presto. Il famoso social media diretto da Zuckerberg ha indetto, qualche tempo fa, una sorta di referendum tra i propri iscritti chiamati ad esprimersi sulle attuali norme che regolano la diffusione dei dati personali pubblicati sul sito web.

Affinché lo stesso abbia validità è necessario che almeno il 30% degli iscritti si esprima a favore o contro la modifica della SRR and Data Use Policy, un numero impressionante considerato l’immenso ammontare di iscritti (solo in Italia si calcola siano almeno 23 milioni…) sia per lo scarso richiamo che la consultazione ha ottenuto sui mass media. A poche ore dalla conclusione del “referendum” (la votazione si chiuderà Domenica 12 Dicembre 2012 alle ore 16.00 italiane) lo stesso sembra destinato a fallire inesorabilmente…

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La schermata del social media che permette di esprimere la propria preferenza sulle norme di privacy di Facebook

Vediamo brevemente quali sono le regole relative al Facebook Governance Vote:

  1.  Quando si potrà votare? è possibile esprimere la propria preferenza dalle 16.00 (ora italiana) del 3 Dicembre 2012 sino alle 16.00 del 10 Dicembre 2012. Gli utenti possono votare tra la nuova versione proposta delle norme di trattamento della privacy e dell’utilizzo dei dati personali e quella attualmente attiva. E’ possibile votare solo una volta e non è permesso modificare la propria preferenza una volta comunicata. Come indicato all’interno dello Statement of Rights and Responsibilities and Data Use Policy di Facebook se almeno il 30% di tutti gli utenti attivi esprimeranno il proprio parere lo stesso verrà considerato vincolante, se il totale dei votanti sarà inferiore il risultato sarà considerato alla stregua di una semplice opinione.
  2. Chi può votare? Possono votare tutti coloro che risulteranno iscritti a Facebook prima del 3 Dicembre 2012, data di convocazione ufficiale.
  3. Quale genere di informazioni la app dedicata al voto raccoglierà e cosa accadrà a questi dati? Come indicato all’interno della Data Use Policy, Facebook “condivide a volte” informazioni con il fornitore del servizio, Thuzi. Utilizzando questa app Thuzi potrà ottenere l’accesso ad alcune tue informazioni personali, tra le quali il tuo nome utente. Ciò consentirà a Thuzi di determinare se tu possa votare, registrando altresì la tua partecipazione non appena espressa. Secondo le indicazioni di Facebook Thuzi “non potrà usare questo tipo di informazioni per uno scopo diverso da questo e provvederà a cancellare le informazioni a servizio completato”.
  4. Quando saranno resi noti i risultati? I risultati saranno comunicati sul social media il giorno successivo alla conclusione della consultazione referendaria, quindi l’11 Dicembre 2012.
  5. Cosa succederà una volta che il risultato sarà noto? A voto concluso il voto verrà analizzato da addetti esterni. Facebook comunicherà il risultato sulla Site Governance Page.
  6. Potrò condividere il mio voto con i miei amici? Sì, non appena avrai espresso il tuo voto ti sarà offerta la possibilità di condividere la notizia con il tuo pubblico attraverso il tuo profilo personale.

Le modifiche proposte riguardano principalmente i rapporti tra Facebook e le società alle quali Zuckerberg ha recentemente associato il marchio, tra le quali Instagram. Nonostante i dubbi relativi al trattamento più o meno etico di questi dati sia sempre stato dibattuto online tale consultazione viene vista, da molte voci su Internet, quale “l’ultima possibilità data agli utenti di esprimere al propria opinione” su ciò che concerne non solo la privacy su Facebook, ma su una vasta gamma di social media. Il risultato della consultazione, difatti, potrebbe diventare vera e propria giurisprudenza, zittendo iniziative quali Our Policy Europe versus Facebook.

Una volta in più, quindi, votare è importante! 😉 prestate 5 minuti ed esprimete la vostra preferenza in tempo!!!

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Mente Virtuale, Danni Reali

Parlare di crimine informatico porta spesso ad immaginare scenari da film hollywoodiano, nei quali malintenzionati senza scrupoli puntano a forzare la sicurezza di sistemi informativi governativi o database di grandi imprese. Occupandosi giornalmente di sicurezza informatica si sa quanto il cyber-crimine abbia come principali vittime singoli navigatori del web, in particolar modo coloro i quali effettuano acquisti su Internet (numero in costante ascesa, nonostante la crisi economica degli ultimi anni) e che inseriscono online dati personali.

Lo scorso 29 Novembre un folto gruppo di esponenti di Polizia, magistrati e avvocati abruzzesi si è riunito a Pescara, presso la sede della Fondazione PescarAbruzzo, per spiegare ai convenuti la rilevanza di questo genere di minacce all’interno della Regione. La relazione del Sostituto Procuratore presso il Tribunale de L’Aquila Simonetta Ciccarelli ha configurato come pari al 15%, negli ultimi 36 mesi, il numero dei reati “virtuali” che hanno popolato i faldoni dei procedimenti penali attivati contro soggetti noti ed ignoti. Oltre 3000, quindi, i reati di questa tipologia commessi attraverso la tecnologia informatica e quella delle reti.

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La locandina del Convegno

La parte del leone la fa, come accade anche su terreni più vasti e di portata nazionale e internazionale, il phishing. La tipologia di minacce poste in essere dai criminali cambia continuamente, comprendendo quello incentrato sulla false verifiche richieste dagli istituti di credito o dalle Poste, passando per le richieste di controllare determinate pagine web inviate tramite i più diffusi social media.

I relatori hanno inoltre puntato il dito sulla scarsa informazione e attenzione dedicata dai mass media al problema (troppo spesso si spendono troppe parole sulla spettacolarità di determinati attacchi, ma si spiega molto raramente come gli stessi possano essere arrestati prima di provocare danni) e su un aspetto tecnico che rende questi attacchi difficili da debellare: l’antiforensic (l’azione di coloro i quali si oppongono ai difensori della Rete informatica) conta su server che, spostandosi rapidamente da un Paese ad un altro (soprattutto verso quelli che limitano l’accessibilità alle informazioni relative alle minacce), diventano difficilmente tracciabili da parte degli investigatori che, laddove possano individuarne la presenza, “perdono tempo” tentando di recuperarne i dati.

Al fine di poter combattere nel miglior modo possibile questo genere di situazioni “Violenza Informatica e Cyber Attack: Di.f.e S.I.?” ha espresso, per voce di diversi esponenti che hanno preso parte alla discussione, la necessità di creare prima a livello nazionale, quindi internazionale, autorità a carattere giuridico unite nella guerra al crimine informatico. Affinché la comunicazione possa assumere contorni di maggior interesse per le nuove generazioni, maggiori utenti della Rete sia nel presente sia nel prossimo futuro, potrebbe risultare interessante valutare nuovi canali di informazione attraverso social media e blog (es. giochi, test, giornate dedicate alla sicurezza informatica, ecc.).

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Neubot e Nexa Per Un Web Più Democratico

La tua connessione ad internet ti sembra stranamente lenta? non riesci ad accedere ad alcune pagine online? Attenzione, potrebbe trattarsi di un limite imposto dal tuo provider! Netbot è il software progettato dal “Centro Nexa su Internet & Società, Politecnico di Torino (DAUIN)” avente lo scopo di capire se e quanto gli operatori del settore limitino intenzionalmente e in maniera non dovuta l’accesso ad internet.

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Il logo del progetto “Neubot” di Nexa

Si sospetta da tempo che sia gli ISP (Internet Service Provider) sia alcune compagnie telefoniche limitino l’accesso alla Rete per giustificare l’introduzione di opzioni in grado di migliorare la qualità del servizio. La situazione, in alcuni casi, sembra ripercorrere per certi versi il comportamento fraudolento che alcuni commercianti pongono in essere in periodo di saldi: i prezzi vengono aumentati di 40€ un pò prima dell’inizio del periodo d’offerta con un “fantomatico” ribasso di 20€ una volta scattati i saldi. “Tutti vissero felici e contenti”? Non è proprio così…

La rete Internet, dalla propria nascita, ha sempre sposato il concetto di scambio di informazioni il più possibile equo e libero, senza ostruzioni di sorta che potessero creare squilibri dal punto di vista dell’accessibilità. E’ ingiusto che un documento possa essere scaricato più rapidamente, o una pagina visualizzata in assenza di ostacoli o con meno ritardi, solo perché si dispone di un servizio “più veloce” o perché si abbia la fortuna di far parte di un particolare gruppo di “eletti”.

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Attraverso l’applicativo per Windows, Mac o Ubuntu Neubot si potrà permettere, in via anonima e in background, di stabilire connessioni di test con server di Measurement Lab attraverso le quali verranno generati risultati custoditi localmente e su appositi server. I dati, raccolti emulando protocolli diversi, verranno idealmente divisi per provider e pubblicati sul sito ufficiale di Neubot (http://neubot.org/data) risultando, probabilmente, oggetto di studio in occasione di eventi ufficiali quali l’IGF2012 (Internet Governance for Sustainable Human, Economic and Social Development) e il WCIT-2012 (World Conference On International Telecommunications).

Riappropriamoci del concetto originario di Internet.

Anche il tuo contributo è importante per cambiare le cose e ottenere il servizio che meriti.

Una Rete più democratica è possibile! 🙂

Contatta i responsabili del progetto Neubot

Scarica Neubot e partecipa al Progetto

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Internet Festival, In Toscana La Fotografia Del Web Tricolore

Si è chiuso nella giornata di ieri a Pisa l'”Internet Festival 2012“, evento organizzato dalla Regione Toscana dedicato all’evoluzione, presente e futura, dello scenario del web nel nostro Paese. Tra gli oltre 400 invitati al ciclo di conferenze, tra esperti e rappresentanti del settore, l’edizione di quest’anno avente come sottotitolo “Forme Di Futuro” ha raccontato quanto internet possa diventare la motrice dell’economia italiana, rendendo il sistema più moderno e internazionale.

Il logo dell'Internet Festival 2012

Il logo dell’Internet Festival 2012

Tra gli invitati all’evento notevole importanza è stata, giustamente, riservata al rappresentante di Google per l’Europa meridionale e orientale, oltreché per il Medio Oriente e per l’Africa Carlo D’Asaro Biondo. A margine del suo intervento ha evidenziato quanto l’Italia punti ancora molto poco nella comunicazione virtuale, sia dal punto di vista economico-commerciale sia da quello più prettamente informativo.

Il gap del nostro Paese rispetto ad altre nazioni europee è in continuo aumento, dato il tardivo interessamento che le istituzioni italiane hanno prestato a queste tematiche; sarebbe sufficiente pensare alle modalità di adozione del progetto Agenda Digitale, introdotto dal Governo all’interno del “pacchetto Sviluppo” ma ancora avvolto in un’aurea di mistero che poco tranquillizza e faccia ben sperare…

L’Italia non deve abbandonare il proprio profilo economico-culturale, che tanto l’ha resa famosa in passato e sul quale è importante scommettere anche nel futuro. Il tessuto economico italiano, formato da un’infinità di piccole-medie imprese, spesso artigianali, viene soffocato in periodi di magrezza economica, purtroppo abbastanza ricorrenti negli ultimi decenni.

Il consiglio di Internet Festival, non solo di D’Asaro Biondo, è quello di non rinunciare alle prospettive di crescita, bensì di sfidare le difficoltà puntando su quello che lo Stivale ha da offrire all’esterno.

Puntare Sulla Tradizione

L’abbigliamento di classe, l’industria del cibo e il turismo sono, tradizionalmente, gli ambiti che hanno rappresentato l’Italia da sempre, e che potranno dare l’input alla crescita anche in futuro. Per uscire dall’anonimato è, però, necessario investire decisamente in servizi che siano in grado di far compiere il “salto di qualità”.

Servizi di hosting innovativi ed affidabili, costituzione di consorzi tra piccole imprese, interesse e comprensione dell’importanza che i social media e la sicurezza possano avere nel presente e nel futuro, superando il timore di esporsi anche finanziariamente da questo punto di vista. Internet Festival invita, per quanto riguarda lo spettro economico, alla programmazione delle azioni da porre in essere e ad una visione più positiva di quello che il futuro potrebbe offrire.

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“Buono A Sapersi”, Google E Polizia Di Stato Uniti Per La Sicurezza Online

Buono A Sapersi” è l’iniziativa di Google e Polizia Di Stato avente come obiettivo la piena tutela di dati e comunicazioni che attraversano il web, anche attraverso il famoso motore di ricerca californiano.

Google ha dedicato un’intera pagina del proprio sito a fornire ai propri utenti consigli utili per rendere le loro sessioni di navigazione le più sicure possibili. Ampio spazio è dedicato a come proteggere password, reti di accesso e dati di carta di credito.

"Buono A Sapersi" E' L'Iniziativa Di Google E Polizia Di Stato Per La Sicurezza Online

“Buono A Sapersi” E’ L’Iniziativa Di Google E Polizia Di Stato Per La Sicurezza Online

La scelta di Google di descrivere con precisione l’utilizzo fatto dei dati personali comunicati dai propri visitatori e utenti. Le regole di accesso al sito, e ad altri servizi ad esso paralleli (es. YouTube) hanno subito importanti modifiche nei mesi scorsi, e nonostante questi cambiamenti siano stati riportati ampiamente al primo accesso dopo la loro approvazione, il colosso di Mountain View ha calcolato quanto molti degli utenti avrebbero prestato poca attenzione alla questione in causa. Meglio ribadire, quindi!

In maniera estremamente chiara e semplice Google fornisce informazioni utili per proteggersi da attacchi di phishing e malware. La maggior parte delle avvertenze di Google e Polizia Di Stato possono essere riassunte con una maggiore attenzione di quanto mostrato online. Molto spesso l’inganno è facilmente visibile ad occhio nudo, e i maggiori danni sono causati dalla leggerezza con la quale si affrontano ricerche e transazioni sul web.

Altro punto dolente preso in considerazione da “Buono A Sapersi” è l’utilizzo di cookie, le preferenze espresse in maniera più o meno visibile da parte di ciascuno di noi su moltissimi siti internet. La nuova normativa sui web cookies ha avuto importanti ripercussioni su come le aziende e i singoli utenti “vivono la Rete”. Diversi Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa, hanno costretto i titolari dei domini informatici che raccolgono “preferenze” di navigazione sul web a informare visivamente i propri visitatori circa la “registrazione” di queste informazioni, dando la concreta possibilità a ciascuno di essi di opporsi al trattamento.

Google si conferma, quindi, un esempio di corretto uso dei dati personali sul web, confermando con i fatti la scelta della stragrande maggioranza di navigatori virtuali che giornalmente si servono dei suoi innumerevoli servizi per cercare, informarsi, divertirsi e interagire a livello virtuale.

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Safer Internet Day 2012, La Sicurezza Online E’ Giovane! – Video

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