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Il Contenuto Dell’Agenda Digitale Italiana In 10 Punti

Nel post di questa oggi ci concentriamo nell’analisi dei punti che compongono l’Agenda Digitale Italiana, legge dello Stato dallo scorso 15 dicembre 2012 dopo aver ricevuto il sì definitivo da Montecitorio.

E’ possibile dividere il tema in 10 punti principali, relativi ai diversi aspetti che l’Agenda Digitale si troverà a trattare, con ripercussioni (si spera positive) sulla popolazione fisica ed imprenditoriale italiana:

  1. Documento Unificato: conforme agli standard internazionali, garantirà l’identità fisica e digitale del titolare, rappresentando un “passo in avanti nella lotta al furto d’identità”, fenomeno sempre più diffuso negli ultimi tempi. Il Documento Unificato unirà le funzioni dapprima svolte da più supporti cartacei e sarà adoperato per usufruire dei servizi sanitari nazionali e locali oltre che per la richiesta di certificati. Le amministrazioni potranno garantire, in maniera virtuale, gli stessi servizi che prima richiedevano la presenza dell’utente, grazie ad una struttura centrale che accorperà strutture di rete e sistemi di cloud computing.
  2. Domicilio Digitale Del Cittadino: casella e-mail certificata che verrà utilizzata, da parte della Pubblica Amministrazione, per le comunicazioni con i cittadini che richiedano il maggior livello di sicurezza possibile. La partenza di questo punto è prevista per il presente mese di Gennaio 2013.
  3. Domicilio Digitale Delle Imprese/Dei Professionisti: questo punto è accomunabile, come senso e finalità, con quello precedente relativo ai singoli cittadini del nostro Paese. In questo caso, come ampiamente prevedibile dal nome, si tratta di un elenco di indirizzi che la P.A. utilizzerà per comunicare con le Società tramite PEC.
  4. Anagrafe Nazionale Dei Residenti (ANPR): il passaggio in questione prevede l’integrazione dei registri gestiti ora centralmente (INA e AIRE) e la federazione dei vari comparti comunali.
  5. Ricette Digitali: le prescrizioni su carta verranno quasi completamente sostituite in maniera graduale, fino al 2015, venendo sostituite da quelle digitali; ciò porterà ad un abbattimento dei costi e ad un generale alleggerimenti delle procedure gestionali. Le ricette in formato digitale potranno essere esibite e verranno riconosciute in tutta Italia e ogni cittadino potrà prenotare online le visite che desidera effettuare.
  6. Fascicolo Sanitario Elettronico: raccolta di tutti i documenti socio-sanitari dell’assistito, a disposizione del personale sanitario autorizzato a consultarlo telematicamente.
  7. Cartelle Cliniche Digitali: il paziente avrà la possibilità di conservare digitalmente le proprie cartelle cliniche.
  8. Pagamenti Elettronici A Favore Della Pubblica Amministrazione: le Società che gestiscono i servizi pubblici e la Pubblica Amministrazione dovranno accettare i pagamenti effettuati online, utilizzando modalità quali il bonifico e le carte di debito/credito.
  9. Variazioni Anagrafiche: le comunicazioni degli atti viaggeranno su supporto telematico e non dovranno più essere comunicati dall’interessato alla Pubblica Amministrazione; questo dovrebbe consentire, secondo quanto riferito all’interno del progetto, ad un processo di aggiornamento automatico ed in tempo reale delle banche dati comunali, sanitarie, pensionistiche e previdenziali. Sulla carta dovrebbe diventare, quindi, più difficile (se non, si spera, impossibile) compiere truffe ai danni dello Stato.
  10. La P.A. Potrà Stipulare Contratti Con Le Imprese Solo Digitalmente

Il treno dell’Agenda Digitale Italiana sembra, quindi, essere già partito, anche se chiaramente se esso arriverà a destinazione (e in che condizioni) dipenderà dall’interesse e dall’impegno che il prossimo governo nazionale metterà nel progetto che potrebbe davvero modificare tradizioni e pensiero del nostro Paese e di chi ci vive/lavora.

Cosa servirebbe affinché l’Agenda Digitale riuscisse a riscuotere il successo che merita:

  • diffusione su larga scala, e attraverso la popolazione, del concetto di Rivoluzione Digitale, presentando ai cittadini ciò che materialmente cambierà con il passare dei mesi e degli anni;
  • definire obiettivi veritieri e certi di costo, organizzazione, sicurezza e qualità;
  • censire la diffusione di dispositivi informatici tra la popolazione e, soprattutto, rimuovere gli ostacoli presenti sul cammino (non solo materiali, dati anche dalla ritrosia di alcune fasce della popolazione che potrebbero risultare spiazzate di fronte a quanto si verificherebbe).

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Agenda Digitale, Confusione “All’Italiana”?

Nelle scorse ore l’Agenda Digitale, faraonico progetto che si promette di rivoluzionare i rapporti con la Pubblica Amministrazione per persone e aziende residenti ed operanti in Italia, ha registrato un importante avanzamento, perlomeno dal punto di vista normativo. Il Decreto Digitalia è arrivato, dopo diversi mesi di attesa, in Parlamento, all’interno del Decreto Sviluppo approvato in Camera dei Deputati. Pronto per essere varato, lo stesso presenta già qualche smagliatura purtroppo tipica delle grandi rivoluzioni del nostro Paese.

Il Direttore e Responsabile del colossale progetto di virtualizzazione dei rapporti tra Stato e Cittadino, la cui nomina era stata inizialmente prevista per lo scorso 27 Luglio, è stata rinviata ad un periodo variabile tra fine Agosto e il prossimo mese di Settembre. La nomina, in capo al Presidente del Consiglio Mario Monti, risulta essere stata rinviata non ufficialmente per diverse motivazioni, date dalle conseguenze che la creazione di questa macrostruttura provocherà nel mare nostrum dei Ministeri per l’innovazione, anche digitale, presenti in Italia.

Agenda Digitale, L'Innovazione Per La Pubblica Amministrazione

Agenda Digitale, L’Innovazione Per La Pubblica Amministrazione

La prima di questa è la complessità e il numero di funzioni date all’Agenzia, che attraverso la propria nascita andrà a cancellare le prerogative, e quindi il diritto ad operare, di strutture quali il “Dipartimento per l’Innovazione della Presidenza del Consiglio”, “l’Istituto Superiore delle Comunicazioni”, il “DigitPa”. In seconda istanza la decisione, per essendo presa dal Capo del Governo, vede interessati anche 4 Ministeri della Repubblica, e nessuno di questi sembra voler rinunciare a dire la sua in merito a quale personalità potrebbe essere la più indicata per questo ruolo.

In definitiva l’Agenda Digitale tricolore (avente come obiettivi principali quelli di garantire l’efficacia, l’efficienza, l’imparzialità, la semplificazione e la partecipazione attiva della cittadinanza e delle imprese all’Amministrazione Pubblica) sembra aver aumentato il livello di contrattazione, difetto congenito di praticamente tutto ciò che riguarda il BelPaese.

Il logo ufficiale dell'Agenda Digitale Italiana

Il logo ufficiale dell’Agenda Digitale Italiana

Ribadiamo brevemente quali dovrebbero essere le finalità ultime del progetto in via di definizione:

  • progettazione/coordinamento delle iniziative locali per i servizi di Pubblica Amministrazione, destinati a Imprese e Cittadini, fornite in Rete;
  • partecipazione attiva all’attuazione dei programmi europei di implementazione digitale;
  • promozione di protocolli di intesa e di accordi interistituzionali;
  • “consigli”, più o meno velati, relativi alla conformità tecnica ed economica dei beni informatici utili a garantire i servizi, da garantire alle PA.

Per quanto riguarda questo ultimo punto ci sentiamo di definire l’Agenda Digitale, al momento, una rivoluzione zoppa, data l’assenza di strumenti concreti atti ad indirizzare, verificare e correggere i progetti della PA per tutto ciò che riguarda l’interoperabilità tra sistemi informativi, razionalizzazione della spesa informatica e diffusione di Reti informatiche di nuova generazione.

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Agenda digitale: Italia, ora o mai più

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